9 Novembre 1989: CADE IL MURO DI BERLINO di Davide Fonda

Nelle prime ore del mattino del 13 agosto 1961, una domenica, vennero eretti sbarramenti provvisori ai confini dei settori tra Berlino Est e Berlino Ovest e strappato il fondo stradale alle strade di collegamento per Berlino Ovest.
Tra Berlino Est e Ovest i reticolati di filo spinato furono sostituiti da un muro fisso, che spaccava in due la città per 43,1 chilometri. Da un giorno all’altro vennero tagliate e separate strade, piazze e case, i collegamenti della metropolitana vennero interrotti.
Il muro, eretto dal regime comunista della RDT, simbolo della Guerra Fredda, ha diviso Berlino per 28 anni fino alla sera del 9 novembre 1989.
Quella sera, Günter Schabowski, per il governo della RDT, stava tenendo una conferenza stampa trasmessa in diretta alla televisione. Alle 18.57 diede, quasi tra parentesi, un’indicazione poco chiara sulla possibilità di viaggi dei cittadini della RDT. Davanti ai posti di passaggio verso Berlino Ovest cominciarono a raccogliersi berlinesi dell’est che volevano far uso subito di questo nuovo diritto. La situazione apparve confusa, ma si aprirono le sbarre. Per diversi giorni dominò un’atmosfera di festa popolare, il Muro non faceva più paura. Quella notte era caduto il Muro di Berlino.
Quest’anno si celebra il ventesimo anniversario di quell’evento che ha dato avvio al processo di riunificazione del continente europeo “e che ha reso possibile lo storico processo di allargamento dell’Unione europea, oggi composta da 27 Paesi e da quasi 500 milioni di cittadini”.

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